Il noto brand di moda Moncler, conosciuto a livello internazionale per i suoi piumini griffati, ha recentemente acquistato il marchio di abbigliamento emiliano Stone Island.

moncler stone island

Si tratta di un’operazione dal valore di ben 1,15 miliardi di euro, completamente Made in Italy. Stone Island, però, non rinuncerà alla sua sede centrale a Ravarino, in provincia di Modena, vero e proprio cuore pulsante dell’azienda – come assicura Carlo Rivetti, attualmente presidente e AD del noto marchio di moda. Una volta conclusasi quest’acquisizione miliardaria, Rivetti entrerà a far parte del Consiglio di Amministrazione di Moncler.

L’attenzione è posta in particolar modo sull’italianità: tanto Remo Ruffini (presidente e AD di Moncler), quanto lo stesso Carlo Rivetti hanno ribadito quanto sia importante per loro unire le proprie forze e visioni nel nome dei valori del nostro Paese. Infatti, entrambi gli imprenditori hanno radici comuni e si dicono estremamente rispettosi sia nei confronti delle filosofie dei rispettivi brand che nei confronti della gente.

Stone Island nasce negli anni Ottanta dall’iniziativa di Massimo Osti, e negli ultimi tempi si è rivelato uno dei brand più hype del mondo della moda e del lusso. Il nome dell’azienda deve la sua origine ai romanzi di Joseph Conrad, nei quali compaiono spesso questi due termini inglesi: stanno ad evocare l’aspetto marina del tessuto.

Questa filosofia del mare e del viaggio la si può ritrovare anche nei simboli che caratterizzano Stone Island, come la rosa dei venti che costituisce il suo logo ed è stampata in bella vista in quasi tutti i capi d’abbigliamento. Tra i suoi prodotti più venduti, non possiamo non citare tanto i piumini quanto le giacche sportive, il cui prezzo si aggira intorno ai mille euro: addirittura la nota Ice Jacket, presenta un tessuto in grado di cambiare colore in base alla temperatura.

Moncler, invece, viene fondata nel 1952 vicino a Grenoble e solo nel 2003 è stata acquistata dall’imprenditore Remo Ruffini. L’acquisizione di Stone Island potrebbe essere una soluzione utile ad avvicinare il marchio anche ai più giovani, che cercano un abbigliamento sportivo e originale. Dall’altro lato, Moncler potrebbe mettere a disposizione le proprie conoscenze ed il proprio mercato (in forte crescita specialmente in Asia ed in America) a favore di Stone Island, che attualmente conta solo poco più di una ventina di negozi.

Non c’è dubbio sul fatto che questa partnership, che verrà portata a pieno compimento entro la metà del prossimo anno, sarà un’opportunità fruttuosa per entrambe le aziende, nonostante il periodo non sia dei migliori. Infatti, causa Covid, con la chiusura degli impianti sciistici in quasi tutta Europa, Moncler vede mancare uno dei suoi mercati più importanti.

Ma Remo Ruffini rassicura: nel futuro si potranno cogliere i frutti di quest’accordo. Così, un’altra azienda leader della moda italiana, come Stone Island, trova nuova vita all’interno di una multinazionale del calibro di Moncler: che sia questo, il destino di tutti i nostri brand?