Quanto fattura Brunello Cucinelli
Quanto fattura
Brunello Cucinelli
La nota casa di moda italiana Brunello Cucinelli, fondata dall’omonimo imprenditore è da sempre nota per realizzare capi in cashmere apprezzati in tutto il mondo.
Nel 1978 in provincia di Perugia, Brunello fonda una piccola impresa con l’idea di colorare il cashmere. Gli articoli realizzati riuscirono a stupire il mercato, forse anche per la sua forte etica, per la quale iol suo sogno più grande era quello di fare un lavoro rispettoso nella “dignità morale ed economica dell’uomo”.
Brunello ha una personalità carismatica che ha portato l’azienda molto lontano, oggi infatti è una delle maggiori produttrici mondali di abbigliamento di lusso, che pur guardando costantemente al futuro, segue le filosofie degli uomini del passato. Nel 1982 l’azienda si trasferì a Solomeo, un borgo umbro, dove oggi risiede all’interno di un Castello diroccato risalente al XIV secolo. Dovendo successivamente adeguare le strutture produttive alle ingenti richieste di mercato Brunello decide dei riadattare delle vecchie strutture come gli opificii già esistenti nel borgo, evitando così di costruirne di nuovi.

Tramite l’attenzione all’ambiente ed alla cultura, per la quale procede con la costruzione di diversi siti dedicati, come la Biblioteca del Foro delle Arti e la Biblioteca Neoumanistica Aureliana, l’azienda Cucinelli fu quotata alla Borsa di Milano, per diffondere ancora meglio i suoi ideali di un nuovo capitalismo, quello “umanistico”. Nel 2013 nasce la “Scuola di Solomeo di Arti e Mestieri” costituito da maestri artigiani umbri e nel 2014 progetti che coinvolgono parchi a favore di alberi e frutteti. Brunello ha ottenuto premi e riconoscimento nazionali ed internazionali oltre ad una laurea ad honorem in Filosofia ed Etica e la nomina di Cavaliere di Gran Croce al merito della Repubblica Italiana.

Il 2017 è stato l’anno d’oro per l’azienda, a detta dello stesso fondatore, che ha superato i suoi record e raggiungendo quota 503,6 milioni di euro di ricavi. Il fatturato è in crescita del 10,6% e analizzando le quote di mercato pare che il mercato italiano incide per il 16,8% sul fatturato complessivo, totalizzando 84,7 milioni di euro; mentre in Europa il marchio ha totalizzato ricavi di vendite pari a 150,9 milioni di euro. L’incremento maggiore è rappresentato dal mercato Nordamericano ed in Cina, dove la vendita è cresciuta in modo particolarmente significativo.